Coronavirus, a Malpensa ultimi voli dalla Cina: la grande paura di chi è rientrato da Pechino e Shanghai

Per l'allarme coronavirus stop ai voli. Controlli della temperatura a bordo e in aerostazione. Distribuito il vademecum del ministero sul da farsi in caso di sintomi sospetti. "Ero a Zhongyuan, capitale dell'Henan. È stato difficile, ho avuto paura", racconta Alessio, diciassettenne in viaggio studio in Cina che è rientrato con il volo da Hong Kong. La situazione in Cina "è grave: nella mia città nessuno aveva il permesso di uscire di casa, nessuno poteva andare per le strade e i supermercati erano quasi vuoti perché la gente ha comprato tutto quello che si poteva per evitare di uscire", racconta Alessio. Ad accoglierlo al Terminal 1 degli arrivi di Malpensa, la mamma in lacrime: "È stato un viaggio sofferto, abbiamo avuto tanta paura, ovviamente abbiamo interrotto il viaggio studio e ho detto a mio figlio di rientrare".

Frotte di persone con le mascherine deambulano per l’aerostazione. Il volto semicoperto mette in evidenza i loro occhi preoccupati. Accade all’aeroporto di Malpensa, hub principale per il traffico internazionale da e per l’Italia. E’ l’effetto del coronavirus. Oggi è scattato lo stop ai voli da e per la Cina. Isolamento completo nella speranza di fermare il contagio. Oggi tutti gli aerei in arrivo dalla Cina sono atterrati regolarmente. Due voli di Air China partiti da Pechino e Shangai e uno della Cathay Pacific: erano gli ultimi tre programmati dal paese nel quale si è diffuso il virus, gli ultimi tre aerei autorizzati ad atterrare dopo la chiusura del collegamento con la Cina.

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Ai passeggeri e al personale degli aerei in arrivo dalla Cina è stata misurata la temperatura dai medici saliti a bordo con mascherine e tute prima dello sbarco, ed è stato consegnato un vademecum con le indicazioni dei presidi a cui rivolgersi in caso si avvertissero sintomi sospetti di coronavirus. Un vademecum del ministero della Salute con i consigli – in italiano e cinese – sul da farsi nel caso in cui si presentassero “sintomi respiratori” da possibile contagio. “Se nelle due settimane successive al vostro ritorno in Italia – spiega il documento – si dovessero presentare alcuni sintomi respiratori come febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie, a scopo precauzionale” è necessario “contattare il ministero della Salute al numero gratuito 1500; indossare una maschera chirurgica se si è in contatto con altre persone; utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi le mani regolarmente”.

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“Ci hanno fatto scendere dopo un po’. A uno a uno hanno controllato la temperatura di noi passeggeri sull’aereo, e poi di nuovo dopo aver controllato i passaporti”, racconta Alexis Guevara, 22 anni, che studia architettura all’Università di Pavia. Era a Shanghai da una settimana “in isolamento in camera” nel suo campus universitario. “Alcune università – racconta – sconsigliano di tornare indietro, alcune non si sono ancora pronunciate. Io, che studio a Pavia, sono tornato”. Sul suo volo, tutti indossavano le mascherine.

“Ero a Zhongyuan, capitale dell’Henan. È stato difficile, ho avuto paura”, racconta Alessio, diciassettenne in viaggio studio in Cina che è rientrato con il volo da Hong Kong. La situazione in Cina “è grave: nella mia città nessuno aveva il permesso di uscire di casa, nessuno poteva andare per le strade e i supermercati erano quasi vuoti perché la gente ha comprato tutto quello che si poteva per evitare di uscire”, racconta Alessio. Ad accoglierlo al Terminal 1 degli arrivi di Malpensa, la mamma in lacrime: “È stato un viaggio sofferto, abbiamo avuto tanta paura, ovviamente abbiamo interrotto il viaggio studio e ho detto a mio figlio di rientrare”.