Cina: nessun servizio streaming per le chiese

I gruppi religiosi cinesi, ancora una volta, risultano vittime di misure restrittive nonostante la Pandemia.

La Cina sicuramente sta vivendo uno dei periodi peggiori della storia. Artefice indiretta di una pandemia globale, subisce ancora la spietatezza di un governo che poco si lascia impietosire dagli eventi.

Se le Chiese di tutto il mondo cercano di rimanere in contatto con ogni mezzo social, in Cina tutto questo resta illegale. Infatti, nonostante l’isolamento, i servizi di streaming delle chiese sono vietati.

Il magazine quotidiano sulla libertà religiosa e i diritti umani in Cina, Bitter Winter, ha riferito il 5 aprile scorso che pochissime organizzazioni, e «solo quelle che possiedono licenze emesse dallo Stato», possono trasmettere servizi religiosi online in Cina.

Tutte le altre Chiese non approvate dal Governo, invece, rischiano un isolamento permanente: «Non possiamo stare insieme a causa della pandemia», ha detto a Bitter Winter un pastore di una chiesa sotterranea nella provincia di Jiangxi.

il pastore ha provato a trasmettere un sermone il 9 febbraio attraverso un’App, ma è stato fermato: «Il nostro primo e unico incontro online è stato bloccato dal governo subito dopo l’inizio», ha detto il predicatore. Stesso scenario nella provincia orientale dello Shandong, dove più volte è stato bloccato il culto online poco dopo il suo lancio. In risposta a questi tentativi, alcune province sono arrivate al punto di emettere avvisi che vietano la trasmissione in diretta dei loro servizi a tutte le Chiese:

«Nessuna organizzazione o individuo sarà autorizzato a trasmettere in streaming o trasmettere attività religiose, tra cui pregare, bruciare incenso, cantare le scritture, celebrare messa, adorare o ricevere il battesimo online sotto forma di testo, audio o video», ha detto la legge.

Il 28 febbraio, il Dipartimento del lavoro del Fronte Unito del distretto di Nanhu a Jiaxing, un’organizzazione governativa nella provincia di Zhejiang, ha dichiarato che indagherà su tutte le attività online da parte di chiese approvate dallo Stato.

Le chiese in Cina devono registrarsi presso il governo e aderire al Movimento patriottico tridimensionale o all‘Associazione cattolica patriottica cinese. Ma poiché queste Chiese approvate dallo stato devono affrontare gravi restrizioni, milioni di Cristiani adorano nelle chiese sotterranee illegali.

Molti membri delle Chiese nella provincia di Henan, hanno ricevuto l’ordine dal loro pastore di sciogliere i loro gruppi su WeChat, un’app di social media. Un residente cristiano è stato anche costretto a cambiare la sua immagine profilo perché conteneva l’immagine di una croce, ha riferito Bitter Winter.

«L’ufficio di Pubblica Sicurezza ha informazioni su tutti i membri di ogni gruppo WeChat e vengono condotte ispezioni di rete, particolarmente severe durante la pandemia», ha detto a Bitter Winter un pastore di Shandong.

« Incoraggiati dal governo, molte fabbriche e locali pubblici sono stati riaperti, ma i luoghi religiosi sono ancora esclusi», ha detto un credente della provincia di Henan. « Le riunioni religiose sono vietate e tutti i canali di comunicazione religiosa sono bloccati».

Queste restrizioni sono imposte in un quadro già altamente repressivo. Negli ultimi mesi, oltre 300 chiese hanno chiuso solo nelle provincie di Jiangsu e Liaoning.