Chiese vere e vere gallerie

Galleria

Dove le chiese si pensano come chiese, e mettono la propria arte a disposizione di chi vuole, vige la legge di Cristo che accoglie tutti. Dove si pensano come gallerie, e mettono la propria arte a disposizione di chi paga, vige il Dpcm che non accoglie nessuno. Riflettere e magari pregare

Compianto sul Cristianesimo morto: se andate a Bologna (lo so che non si può) e volete fare un tour delle raffigurazioni scultoree del lutto di Gesù, scoprirete quanto segue. A San Petronio, il Compianto sul Cristo morto di Vincenzo Onofri (fine XV secolo) è liberamente visitabile da chiunque voglia spingersi a scovarlo sul lato destro guardando l’altar maggiore: si può contemplarlo, ammirarlo, riflettere, magari pregare, quel che preferite. In San Pietro, il Compianto sul Cristo morto di Alfonso Lombardi (inizio XVI secolo) è liberamente visitabile, anzi, quasi aggredisce chi entra in chiesa, essendo enorme e trovandosi subito all’inizio della navata alla destra dell’ingresso: si può contemplarlo, ammirarlo, riflettere e magari pregare.

Invece il vero capolavoro, il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca (fine XV secolo), nel santuario di Santa Maria della Vita, non è visitabile in quanto, già in tempi normali, per vederlo bisogna pagare un biglietto e oltrepassare una sorta di paravento; ragion per cui, in questi tempi orribili e anormali, è equiparato alle sale museali e come tale è chiuso, su disposizione del Presidente del Consiglio dei Ministri. Eppure si tratta di opere identiche nel soggetto, nelle intenzioni della committenza e nello spirito degli esecutori.

Se ne deduce pertanto che lì dove le chiese si pensano come chiese, e mettono la propria arte a disposizione di chi vuole, vige la legge di Cristo che accoglie tutti. Dove invece le chiese si pensano come gallerie, e mettono la propria arte a disposizione di chi paga, vige il Dpcm che non accoglie nessuno. E questa è una cosa che si può contemplare e ammirare, su cui si può riflettere e magari pregare.