Celebrati i funerali di Georg Ratzinger

Una lettera del fratello Joseph letta durante il rito nel duomo di Regensburg

«Dio ti ricompensi per tutto quello che hai fatto, che hai sofferto e che mi hai donato»: è stato questo l’ultimo saluto che Benedetto XVI ha inviato al «caro fratello Georg», del quale sono stati celebrati i funerali la mattina di mercoledì 8 luglio, nel duomo di Regensburg.

Il Papa emerito — che dal Vaticano ha seguito in diretta streaming le esequie presiedute dal vescovo di Regensburg, Rudolf Voderholzer — ha affidato le sue intenzioni di preghiera e il suo personale ricordo del fratello a una lettera, indirizzata al presule celebrante e letta con grande commozione dall’arcivescovo Georg Gänswein al termine della messa.

Grato al Signore per avergli concesso il dono interiore di capire, nelle scorse settimane, che era giunto il momento di andare di nuovo in Germania a visitare il fratello malato, Benedetto XVI ha rievocato quei giorni così emotivamente intensi: «Quando gli ho detto addio la mattina di lunedì 22 giugno, sapevamo che sarebbe stato un addio da questo mondo per sempre. Ma sapevamo anche che il buon Dio, che ci ha donato il nostro stare insieme in questo mondo, regna anche nell’altro mondo e lì ci permetterà di riunirci di nuovo».

«Cor ad cor loquitor»: il Papa emerito ha citato anche il motto del cardinale John Henry Newman per esprimere la sua sorpresa e la sua gratitudine nel ricevere, in questi giorni, numerosi attestati di vicinanza da persone di molti Paesi e di tutti i ceti sociali. E non potendo ringraziarle una per una le ha accomunati in un unico ideale abbraccio: «Attraverso la carta e al di là di ogni carta parlano i cuori».

Joseph Ratzinger ha quindi tracciato un breve profilo umano e spirituale del fratello defunto, richiamandone tre caratteristiche principali. Innanzitutto ha fatto cenno alla sua vocazione sacerdotale vissuta anche attraverso la passione per la musica e, in particolare, attraverso il servizio come Domkappellmeister a Regensburg: «Ho potuto sperimentare — si legge nella lettera — come egli sia stato, e si sia continuamente realizzato come uomo sacerdotale, essendo prete e musicista».

Georg Ratzinger, ha ricordato il fratello, era persona di «allegra socievolezza», di «umorismo» e pieno di «gioia per i buoni doni della creazione». Allo stesso tempo, «era un uomo di parola diretta, che esprimeva apertamente le sue convinzioni». Capace di accettare e superare interiormente la grande difficoltà di aver vissuto per oltre vent’anni in una cecità quasi totale, egli era «un uomo di Dio» e, anche «se non metteva in mostra la sua religiosità», quest’ultima era, al di là di ogni sobrietà, «il vero centro della sua vita».

Con il vescovo di Regensburg, hanno concelebrato l’arcivescovo Gänswein e il nunzio apostolico in Germania, l’arcivescovo Nikola Eterović. Erano presenti al rito, tra gli altri, anche i cardinali Gerhard Ludwig Müller e Reinhard Marx, e il vescovo di Eichstätt, Gregor Maria Hanke. La celebrazione è stata accompagnata dal canto di un gruppo di ex allievi del coro della cattedrale. E proprio nell’area riservata ai Regensburger Domspatzen nel cimitero cattolico inferiore di Regensburg sono state sepolte le spoglie mortali di monsignor Georg Ratzinger al termine delle esequie.