Burioni: “Covid non creato volontariamente”/ Fauci lo smentisce: “Non sono convinto”

Roberto Burioni afferma che il Coronavirus non è stato manipolato volontariamente dagli scienziati, ma Anthony Fauci la pensa in maniera diversa. “Non sono convinto, penso che dovremmo indagare su ciò che è successo in Cina. Certamente le persone che stanno indagando sostengono che l’emergenza nasca da un animale che ha contagiato gli individui, ma potrebbe essere stato qualcos’altro e noi abbiamo bisogno di scoprirlo. Per questo sono assolutamente favorevole a un’indagine”.

Roberto Burioni è intervenuto in qualità di ospite domenica 23 maggio 2021 a “Che Tempo Che Fa”, trasmissione di Rai Tre condotta da Fabio Fazio. Durante la sua apparizione televisiva, l’esperto ha detto la sua sulla genesi del Coronavirus, sottolineando che, a suo giudizio, esso non deriva dalla manipolazione volontaria di scienziati malvagi che vogliono distruggere l’umanità. Infatti, alcuni scienziati hanno analizzato questo virus in maniera molto approfondita e hanno pubblicato la loro conclusione su “Nature”, dicendo che SARS-CoV-2 non è frutto di manipolazioni.

Burioni ha rimarcato poi che Covid-19 è giunto invece a noi dagli animali attraverso un fenomeno che i virologi hanno ribattezzato ‘spillover’, ovvero traboccamento. Non si tratta, peraltro, di un unicum nella storia della scienza e della medicina: il morbillo, per esempio, è passato dai bovini all’essere umano nel 1100 e più o meno agli inizi del Novecento è passato dalle scimmie all’uomo il virus che ha causato l’Aids.
In questo caso, il virus è stato trasmesso dai pipistrelli all’uomo e non è qualcosa di inaspettato, perché ci sono già quattro altri Coronavirus che hanno fatto con successo questo salto nei secoli scorsi, e sono attualmente circolanti nella popolazione.

La possibilità che il Coronavirus possa essere invece sfuggito dal laboratorio di Wuhan per via di un errore umano, secondo Burioni, non va esclusa, ma è un qualcosa di totalmente differente dall’ipotesi connessa alla manipolazione del virus. C’è un precedente illustre, in tal senso, e conduce in Inghilterra, a Birmingham, dove nel 1978 fu rilasciato il virus del vaiolo: morirono una tecnica di laboratorio e il direttore dello stesso, che si suicidò a seguito dell’accaduto. Per Burioni, se c’è stato un errore va individuato al fine di non ripeterlo più al futuro, ma non si deve mettere in dubbio l’assoluta buona fede degli scienziati che operano in estremo Oriente. Di diverso parere Anthony Fauci, direttore dell’Istituto nazionale di malattie infettive degli Sati Uniti d’America, il quale non crede alla nascita del virus in maniera naturale: “Non sono convinto, penso che dovremmo indagare su ciò che è successo in Cina. Certamente le persone che stanno indagando sostengono che l’emergenza nasca da un animale che ha contagiato gli individui, ma potrebbe essere stato qualcos’altro e noi abbiamo bisogno di scoprirlo. Per questo sono assolutamente favorevole a un’indagine”.