Biden chiede agli europei di unirsi alla battaglia per la democrazia. L’Ue non è pronta

Merkel e Macron non seguono il presidente americano e parlano di dialogo con Russia e Cina

“America is back”, ha detto ieri all’Europa Joe Biden, chiedendo ad Angela Merkel ed Emmanuel Macron di unirsi nella battaglia esistenziale che definirà questo secolo, quello tra le democrazie e i regimi autoritari che vogliono imporre il loro modello al mondo. “Siamo nel mezzo di un dibattito fondamentale sul futuro e la direzione del nostro mondo”, ha spiegato il presidente americano alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. “La democrazia non è accaduta per caso. Dobbiamo difenderla, batterci per lei, rafforzarla, rinnovarla”. Per il presidente americano, “dobbiamo dimostrare che il nostro modello non è una reliquia della storia. E’ il modo per rivitalizzare le promesse del nostro futuro”.

Da un lato “quelli che sostengono che, di fronte a tutte le sfide che abbiamo, dalla quarta rivoluzione industriale alle pandemie globali, l’autocrazia è il modo migliore di andare avanti”: Cina e Russia. Dall’altro “quelli che capiscono che la democrazia è essenziale per affrontare queste sfide”: Stati Uniti ed Europa. Nella battaglia “la democrazia deve prevalere”, ha detto Biden: “La democrazia non è accaduta per caso. Dobbiamo difenderla, batterci per lei, rafforzarla, rinnovarla”. Per il presidente americano, “dobbiamo dimostrare che il nostro modello non è una reliquia della storia. E’ il modo per rivitalizzare le promesse del nostro futuro”.

L’Europa è pronta per la battaglia? A giudicare dalle risposte di Merkel e Macron, l’America sarà costretta ad armarsi e partire da sola. “Abbiamo bisogno della Cina per affrontare problemi globali come cambiamento climatico e biodiversità”, ha detto Merkel. La nuova architettura di sicurezza “è anche dialogo con la Russia”, ha detto Macron. Nel discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Biden ha voluto innanzitutto rassicurare gli europei sulla fine dell’èra Trump.

Impegno degli Stati Uniti sull’articolo 5 del trattato Nato sulla sicurezza collettiva, stop al ritiro delle truppe americane dalla Germania, ritorno nelle strutture multilaterali come l’accordo di Parigi o l’Organizzazione mondiale della sanità, volontà di percorrere la strada diplomatica sul nucleare iraniano: queste parole di Biden, dopo i quattro anni di urla e insulti di Donald Trump, sono state una dolce musica per le orecchie europee. Ma il presidente americano ha posto la barra molto in alto sulle relazioni con Cina e Russia, chiedendo agli europei di fare una scelta di campo che non vogliono fare. “Dobbiamo prepararci per una competizione strategica di lungo periodo con la Cina. La competizione con la Cina sarà dura”, ha detto Biden: “Possiamo vincere la corsa del futuro. Ma dobbiamo essere consapevoli dell’investimento e della partnership storica che questo richiede”. O di qua o di là. Per “proteggere” l’innovazione, la proprietà intellettuale, l’uso delle tecnologie a beneficio e non contro le persone. “Dobbiamo rispondere agli abusi e alle coercizioni economiche del governo cinese che minano le fondamenta del sistema economico mondiale”, ha detto Biden. “Dobbiamo rispondere a quelli che monopolizzano e normalizzano la repressione”. E questo vale anche per  la “minaccia della Russia” con “Putin (che) cerca di indebolire il progetto europeo e l’Alleanza atlantica perché è molto più facile ricattare e minacciare singoli paesi che negoziare con la comunità transatlantica”. La sfida russa “è diversa da quella della Cina, ma è altrettanto reale”, ha avvertito Biden.

Merkel ha risposto che la Cina è sì “un concorrente”, ma “abbiamo bisogno della Cina per risolvere i problemi globali”. Sulla Russia serve un’agenda comune tra Europa e Stati Uniti per “identificare chiaramente le differenze”, ma anche “fare offerte di cooperazione”, ha detto la cancelliera. Macron non ha menzionato una sola volta la Cina. Ma, invece che a Biden, ha offerto un regalo a Putin: la nuova architettura di sicurezza nel quadro Nato deve essere “anche dialogo con la Russia, non compiacente ma esigente,  è la chiave perché la placca europea possa vivere in pace”, ha detto Macron.