Bagnasco lascia, il nuovo arcivescovo di Genova è il francescano padre Marco Tasca

Il Cardinale, 77 anni, ha guidato la chiesa genovese dal 2006. Resta presidente dei Vescovi europei. Il suo successore è stato per 12 anni Ministro generale dei Frati minori conventuali

Il capoluogo ligure ha un nuovo capo della Chiesa. Il cardinale Bagnasco dopo quasi 14 anni lascia la guida dell’arcidiocesi di Genova per sopraggiunti limiti d’età, e papa Francesco sceglie come suo successore padre Marco Tasca, francescano che è stato ministro generale dell’Ordine dei Frati minori conventuali per dodici anni. Bagnasco spiega che resterà a vivere nella sua città, Genova: «Andrò alla casa del clero con un gruppo di sacerdoti e continuerò l’ultima rampa della vita perché esiste un’ultima rampa.

Angelo Bagnasco, 77 anni, era a capo dell’arcidiocesi genovese dal 29 agosto del 2006, ed è stato presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) dal 2007 al 2017. È tuttora presidente dei vescovi europei, fino al 2021. Nella recente intervista a La Stampa ha ricordato l’impegno della Chiesa nell’emergenza coronavirus: «Alla porta cresce la folla dei poveri di ieri e di oggi: famiglie del ceto medio che conoscono ormai il volto umiliante dell’indigenza. Nella mia Diocesi ogni giorno si distribuiscono più di 800 pasti nelle quindici mense, e si ricoverano oltre 300 senza dimora. Così in ogni Diocesi, che hanno messo a disposizione di medici e infermieri che non possono tornare a casa, e per altre necessità, circa 200 strutture per 4mila persone. E questo grazie anche all’otto per mille».

Sulla sua uscita di scena, oggi Bagnasco afferma che «quando uno non cerca mai niente è libero. Il che non significa essere insensibili, ma avere il dono della serenità. Anche questo momento ci si sente e si sa nelle mani del Signore, quindi siamo in buone mani». Bagnasco spiega che resterà a vivere nella sua città, Genova: «Andrò alla casa del clero con un gruppo di sacerdoti e continuerò l’ultima rampa della vita perché esiste un’ultima rampa». Quanto all’aver più tempo in futuro non sarà una preoccupazione: «Ci si può dedicare maggiormente alla preghiera, alla meditazione, alla lettura, al tentare nuove sintesi perché anche nelle tappe conclusive della vita terrena la storia corre» e gli stimoli «sollecitano l’attività interiore, l’anima, lo spirito e la ragione verso nuove sintesi. E poi sarò a disposizione secondo i servizi che ogni sacerdote è chiamato a fare». Ecco poi un breve bilancio: «Tra i momenti di maggior difficoltà penso alla grande crisi economica che abbiamo vissuto con grande dignità, ma anche con grande sofferenza – racconta – le diverse alluvioni, la questione del Ponte Morandi che è stata una grande frattura che si sta ricomponendo rapidamente e in modo migliore di quello che ci saremmo potuti aspettare e poi il problema del lavoro che a Genova è particolarmente sentito». Dal punto di vista religioso «le piccole e grandi comunità cristiane che hanno tenuto molto bene grazie ai nostri sacerdoti, molto dediti al senso della Madonna, al senso della devozione alle parrocchie, molto seguite e custodite dai sacerdoti, ma anche dai laici».

La biografia del nuovo Arcivescovo diffusa dalla Sala stampa della Santa Sede spiega che padre Marco Tasca è nato a Sant’Angelo di Piove di Sacco (Padova), il 9 giugno 1957. All’età di 11 anni, il 29 settembre 1968, ha fatto il suo ingresso nell’Ordine dei Frati minori conventuali nel Seminario Serafico a Camposampiero (Padova). Conclusi gli studi medi superiori, è stato ammesso all’anno di noviziato (1976-1977). Il 28 novembre 1981 ha emesso i voti definitivi nell’Ordine Serafico presso la basilica di Sant’Antonio a Padova. A conclusione degli studi filosofico-teologici, con il Baccellierato in Teologia, ha ricevuto l’ordinazione presbiterale il 19 marzo 1983. Dal 1983 al 1988 ha proseguito gli studi con la Licenza in Psicologia e Pastorale presso la Pontificia Università Salesiana. Padre Tasca ha ricoperto i seguenti incarichi: collaboratore della parrocchia di San Giuseppe da Copertino, in Roma (Eur) dal 1983 al 1988; rettore del Seminario minore della provincia italiana di Sant’Antonio di Padova dal 1988 al 1994; dal 1994 è Rettore del Seminario maggiore della provincia italiana di Sant’Antonio di Padova e docente di Psicologia e Teologia Pastorale all’Istituto teologico Sant’Antonio Dottore e al Seminario maggiore di Padova. È stato guardiano del convento dei santuari antoniani in Camposampiero dal 2001 al 2005; ministro provinciale della provincia di Sant’Antonio di Padova dal 2005 al 2007; Ministro generale dell’Ordine per due sessenni dal 2007 al 2019. Inoltre, in seno all’Unione Superiori generali è stato eletto presidente della commissione giuridica dal 2013 al 2019. Tasca è stato più volte presidente della conferenza dei ministri generali francescani e della Famiglia francescana. Come rappresentante dei religiosi ha partecipato per tre volte all’assemblea del Sinodo dei Vescovi: nel 2012 al Sinodo sulla nuova evangelizzazione, nel 2015 al Sinodo sulla famiglia e nel 2018 al Sinodo sui giovani.

«Cari fratelli, fin da questo momento chiedo a Dio – e vi invito a chiedere con me e per me – che la mia missione tra voi sia caratterizzata dalla costante ricerca della comunione, del dialogo, della relazione fraterna». Queste le prime parole del nuovo Arcivescovo eletto di Genova. Tasca porta con sè, «come povera dote ciò che ho cercato di imparare e di vivere in questi ormai quasi quarant’anni di vita religiosa francescana, che si riassume nella fraternità», si legge nel messaggio inviato alla diocesi. Come «vostro vescovo, desidero essere padre e fratello, con il cuore sempre aperto all’ascolto e all’accoglienza tanto di coloro che verranno a bussare alla mia porta, come – vorrei dire, soprattutto! – di coloro che, per qualunque ragione, si trovano o si sentono lontani dalla nostra comunità ecclesiale». Da qualche giorno «il mio cuore è colmo di trepidazione per l’inattesa notizia; al contempo, mi abita la serena certezza che il Pastore e guida delle nostre anime è il Signore Gesù, che riempie di gioia pasquale la nostra esistenza e ci conduce al Padre», scrive il nuovo Arcivescovo. Nel saluto afferma anche che «la paternità di Dio si declina concretamente nella vita dell’uomo con i colori della misericordia, che è l’altra cifra indispensabile per comprendere il cuore del Padre», e ricorda, tra l’altro, che «il messaggio evangelico ci annuncia che misericordia significa “miser in corde Dei”: il cuore del Padre misericordioso è spalancato per noi, nella misura in cui siamo capaci di riconoscerci “miseri”». Alla fine del messaggio un saluto ai fedeli della diocesi con queste parole: «Mi affido con tutto il cuore alla vostra preghiera, in attesa di incontrarvi tutti e ciascuno nella bella città di Genova, che da oggi sento anche mia».