Attentato Vienna, spari vicino alla sinagoga nel centro della città: 3 morti, tra cui un assalitore, 14 feriti

In corso una vasta operazione della polizia nel centro della capitale austriaca. Un assalitore «pesantemente armato» è stato ucciso dalle forze speciali di polizia. Il ministro dell’Interno: «Terrorismo»

Ore drammatiche e di paura lunedì sera nel cuore di Vienna. Almeno due persone (un passante e una donna) sono morti e 14 sono rimaste ferite (sette in modo grave) in una serie di attacchi armati, avvenuti intorno alle 20, in sei diversi punti nel centro della città. Almeno uno degli assalitori è stato ucciso, ma un altro è ancora in fuga e nella capitale austriaca è da ore in corso un’imponente caccia all’uomo. Il cancelliere Sebastian Kurz ha parlato di «ripugnante atto terroristico» preparato «in modo molto professionale». Il volto tirato, la voce strozzata, il ministro dell’Interno, Karl Nehammer, ha invitato tutti «se possibile» a rimanere a casa, oggi, e tenere a casa i bambini da scuola: «È il giorno più complicato per l’Austria da molti anni. La situazione è molto, molto difficile. Quello che succederà domani dipende da quanto accade stanotte. Se potete, rimanete a casa ed evitate il centro della città».

Caccia all’uomo

Secondo le autorità, l’uomo in fuga è pesantemente armato ed è pericoloso. Da ore la polizia insieme alle forze speciali dei reparti Vega e Cobra, agenti dell’antiterrorismo e centinaia di agenti appoggiati da elicotteri, rastrellano il centro della città a caccia del fuggitivo. Sono stati creati posti di blocco, l’operazione prevede anche il controllo dei confini austriaci e sono state attivate le forze speciali dell’esercito, il Jagdkommando, che hanno assunto la sorveglianza degli edifici pubblici per liberare gli agenti di polizia che erano dislocati nei luoghi sensibili. «Sono lieto che i nostri agenti di polizia abbiano già eliminato uno degli aggressori: non saremo mai intimiditi dal terrorismo e combatteremo queste aggressioni con tutti i mezzi», ha assicurato Kurz. Gli attacchi sono avvenuti in sei diversi punti della città vecchia, compresa la strada dove si trova la principale sinagoga della città dove nel 1981 ci fu un attentato che causò due morti. Secondo il cancelliere austriaco, «un movente antisemita per il momento non può essere escluso, anche alla luce del luogo dal quale l’attacco è partito», cioè proprio nei pressi della sinagoga di Vienna.

Un terrorista ancora in fuga

Per ore notizie si sono succedute convulse e a volte confuse. La polizia è riuscita a neutralizzare un terrorista armato pesantemente (e che secondo il sindaco di Vienna aveva indosso una cintura esplosiva), ma ce n’è un altro almeno ancora in fuga. La prima sparatoria è avvenuta proprio vicino alla sinagoga che però era chiusa già da un paio d’ore e forse non era nel mirino, ma un assalitore è stato abbattuto. Poi dopo la prima sparatoria, la corsa all’impazzata dei terroristi per i vicoli della città, tra i vicoli e i ristoranti dove la gente si godeva l’ultima serata prima dell’entrata in vigore del lockdown, in vigore da martedì. Tutto registrato dai video, circolati numerosi in rete, fino a quando la polizia non ha chiesto con insistenza di evitare di postarli. In uno scioccante video si vede un uomo che corre, imbracciando un fucile d’assalto e attraversa le strade sparando; un altro sembra mostrare il momento in cui un ignaro passante viene colpito da un terrorista.

L’appello

Il ministro dell’Interno, Karl Nehammer, si è appellato ai viennesi perché domani rimangano in casa e ha aggiunto che i ragazzi della scuola dell’obbligo saranno esentati dal recarsi negli istituti. «Come sarà la situazione domani — ha aggiunto —, dipenderà da quello che accade stanotte». Riguarda l’identità e la motivazione dei terroristi, le autorità sono state molto caute: è ancora presto per farei ipotesi e la situazione non è chiara. On line, è apparsa una foto che mostrerebbe uno degli autori dell’attacco a Vienna: la didascalia che accompagna l’immagine è una dichiarazione di fede al nuovo capo dell’Isis, al-Qurashi, il successore del califfo Abu Bakr al-Baghdadi. L’autenticità dell’immagine non è stata confermata.

L’ipotesi rappresaglia

Secondo Rita Katz, direttrice del Site Institute, società che si occupa di monitorare e verificare le attività online dell’Isis, l’attentato è una rappresaglia jihadista per la partecipazione dell’Austria alla coalizione anti-Isis a guida Usa Intanto dall’Europa sono arrivate prime reazioni e dichiarazioni di sostegno.

La solidarietà internazionale

«Siamo più forti dell’odio e del terrore», ha assicurato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. «L’Europa condanna con forza questo atto codardo che viola la vita e i nostri valori umani», gli ha fatto eco il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. E il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, ha incalzato: «In tutto il nostro continente siamo uniti contro la violenza e l’odio». Hanno parlato anche il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: «Non c’è spazio per l’odio e la violenza nella nostra casa comune europea», ha twittato il premier; «l’Europa deve reagire», ha aggiunto Di Maio. Berlino e Madrid sulla stessa lunghezza d’onda: «Non dobbiamo cedere all’odio», ha detto a Berlino il ministero degli Esteri; «l’odio non piegherà la nostra società», ha aggiunto il premier spagnolo, Pedro Sanchez. Ma il presidente francese, Emmanuel Macron, ha messo in guardia:«Questa è la nostra Europa. I nostri nemici devono sapere con chi hanno a che fare. Non cederemo a nulla».