AstraZeneca, l’intesa tra Draghi e Macron: se l’Ema dà l’ok, si riparte subito

La direttrice esecutiva dell’Ema, Emer Cooke: «Attualmente siamo ancora saldamente convinti che i benefici del vaccino nel prevenire il Covid-19, con i rischi associati di ricovero in ospedale e di morte, superino i rischi di questi effetti collaterali» Al 10 marzo si trattava di 30 casi tromboembolici registrati su un totale di 5 milioni di vaccinati e già lunedì l’Ema spiegava che «il numero di eventi tromboembolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra essere superiore a quello osservato nella popolazione generale».

«Attualmente siamo ancora saldamente convinti che i benefici del vaccino nel prevenire il Covid-19, con i rischi associati di ricovero in ospedale e di morte, superino i rischi di questi effetti collaterali». La direttrice esecutiva dell’Ema Emer Cooke parla in conferenza stampa da Amsterdam: obiettivo ricostruire la fiducia nei vaccini dopo la decisione di una quindicina di Paesi, tra cui Italia, Francia, Spagna, Germania, Spagna e Portogallo, di sospendere temporaneamente in via precauzionale l’uso delle dosi di AstraZeneca in seguito ad alcuni eventi avversi che si sono prodotti dopo la somministrazione del siero. Cooke rassicura: «Stiamo valutando ogni incidente, caso per caso. I nostri esperti si stanno incontrando anche oggi (ieri, ndr), per valutare tutte le informazioni. Gli esperti arriveranno a una conclusione giovedì».

I casi sospetti

Al 10 marzo si trattava di 30 casi tromboembolici registrati su un totale di 5 milioni di vaccinati e già lunedì l’Ema spiegava che «il numero di eventi tromboembolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra essere superiore a quello osservato nella popolazione generale». Le parole di Cooke hanno dato fiducia e sono state definite «incoraggianti» nella conversazione telefonica di ieri pomeriggio tra il premier Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron: in caso di conclusione positiva dell’analisi dell’Ema i due leader sono pronti a far ripartire speditamente la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Lunedì Italia (leggi il parere del ministro della Salute Roberto Speranza intervistato dal direttore del Corriere Luciano Fontana) Francia Germania e Spagna si erano coordinate per la sospensione (mossa non apprezzata dal Belgio), senza informare Bruxelles . La decisione rientra «nelle competenze nazionali», ha ricordato la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, ieri al termine del video-consiglio in cui si sono confrontati i ministri della Salute dei 27 Stati Ue. E la ministra portoghese e presidente di turno del Consiglio Ue, Maria Temido, ha precisato che «tutti i Paesi hanno assicurato che si allineeranno alla valutazione dell’Ema». «Facciamo totale affidamento sulla revisione scientifica e sulle raccomandazioni dell’Ema — ha aggiunto Kyriakides —. La sicurezza per noi non è negoziabile».

Le nuove forniture

Cooke non ha voluto anticipare le possibili opzioni pratiche a cui si troverà davanti l’Ema domani, in base all’esito della valutazione degli esperti. Ma come spiega Vincenzo Salvatore, avvocato di BonelliErede e professore di Diritto dell’Ue all’Università dell’Insubria, sono tre: «Modificare il riassunto delle caratteristiche di prodotto, includendo nuove controindicazioni o precauzioni di impiego; sospendere in attesa di ulteriori dati o revocare l’autorizzazione all’immissione in commercio». Cooke ha spiegato che «una situazione come questa non è inaspettata: quando vaccini milioni di persone è inevitabile che si verifichino episodi rari o gravi di malattie dopo la vaccinazione». L’Ema sta valutando i casi sospetti «per capire se si tratta di un vero effetto collaterale del vaccino o di una coincidenza». L’Ema sta anche continuando a indagare sulla possibilità che gli eventi tromboembolici siano legati a «lotti specifici» di AstraZeneca, ma «visto che ci sono più casi in Europa, con più lotti coinvolti — ha detto Cooke — riteniamo improbabile che si tratti di eventi legati ai lotti, anche se non lo possiamo escludere, e non possiamo escludere che sia qualcosa legato alla manifattura». Su un punto ha insistito: «Tutta la nostra valutazione è guidata dalla scienza e dall’indipendenza. E da nient’altro». La priorità di Commissione e governi è procedere con le vaccinazioni. La presidente Ursula von der Leyen ha annunciato un’intesa con Pfizer-BioNtech per anticipare al secondo trimestre 10 milioni di dosi previsti in consegna nella seconda parte dell’anno. Nei prossimi tre mesi l’Ue si aspetta la fornitura in tutto di 300 milioni di dosi.