Analisi delle variazioni dei sacerdoti nel mondo cattolico nel periodo 2013-2018

La solennità di Cristo Re venne introdotta da Pio XI con l’enciclica Quas Primas dell’11 dicembre 1925, per ricordare la regalità di Dio Figlio sulla storia e il suo significato nella nostra vita, così cercando di porre rimedio a un male che già allora affliggeva la società: il laicismo

analisi sacerdoti

La pubblicazione dell’Annuario Statistico della Chiesa per l’anno 2018 consente di esaminare le caratteristiche statistiche e dinamiche dei sacerdoti nelle diverse realtà ecclesiali tra il 2013 e il 2018.

Differenziando l’analisi sia territorialmente, sia a seconda del clero di appartenenza dei sacerdoti (diocesano e religioso) si possono ricavare alcuni interessanti spunti di riflessione.

La consistenza del complesso dei sacerdoti nel mondo è venuta decrescendo dal 2013 al 2018, passando da 415.348 all’inizio del periodo a 414.065 alla fine dell’arco di tempo considerato con una contrazione di 0,3%, concentrata nell’ultima parte del periodo campionario. In controtendenza rispetto alla media mondiale, l’evoluzione delle consistenze sacerdotali in Africa e in Asia risulta alquanto confortante, con un +14,3% e un +11,0%, rispettivamente (e con un incremento di oltre 2.200 unità soltanto nel 2018), mente l’America si mantiene in una situazione di quasi stazionarietà attorno ad una media di circa 122 mila unità.

Europa ed Oceania, infine, responsabili della contrazione osservata a livello planetario, mostrano nel 2018 una diminuzione di oltre il 7%, e di 1,1%, rispettivamente. Disaggregando il dato globale delle consistenze sacerdotali tra diocesani e religiosi, si osservano tendenze molto diverse. Mentre il numero mondiale dei primi mostra un andamento monotonicamente crescente lungo la totalità del periodo di osservazione (con un aumento complessivo di quasi lo 0,5% pari ad oltre 1.300 unità in più), quello dei secondi registra un andamento decrescente nel periodo (con una contrazione complessiva di quasi il 2% pari ad oltre 2.600 unità in meno).

Passando all’analisi per continente, si nota che i sacerdoti religiosi sono diminuiti in Europa (8,3%), in America (6,7%) e in Oceania (3,1%) mentre sono aumentati in Asia (+12,8%) e in Africa (+9,7%). Il tenue miglioramento nella consistenza totale dei sacerdoti diocesani, invece, è imputabile alla rapida espansione della presenza diocesana in Africa (dove il numero dei sacerdoti diocesani è aumentato dal 2013 al 2018 del 16,4%), in Asia (dove la crescita è stata del 10,8%) e nelle Americhe esclusa quella del Nord (+2,2%), viceversa l’Europa manifesta una netta diminuzione
(-6,7%).

La distribuzione percentuale dei sacerdoti per continente evidenza apprezzabili cambiamenti nei cinque anni considerati. L’Europa, pur detenendo la quota più elevata, vede diminuire considerevolmente nel tempo il numero dei sacerdoti sul totale: nel 2013 gli oltre 184 mila sacerdoti rappresentavano il 44,3% del totale del gruppo ecclesiastico, mentre cinque anni più tardi erano scesi al 41,3%.

Questo soprattutto a causa del forte calo dei religiosi, ridottisi relativamente di più dei diocesani. Africa e Asia, al contrario, hanno guadagnato terreno conquistando complessivamente una percentuale del 25,7% del totale mondiale dal 22,9% nel 2013, grazie, in particolare, all’accresciuta presenza dei diocesani nei due continenti. L’America mantiene nel tempo una frazione di circa il 30%, mentre l’Oceania rimane relativamente stabile attorno ad una quota di poco più dell’1,1%.

Mette conto anche considerare le valutazioni puntuali all’inizio del periodo considerato (2013) ed alla fine (2018) del numero dei sacerdoti nel loro complesso. I fenomeni di flusso che riguardano la collettività dei sacerdoti sono riportati nell’allegata tabella. I movimenti in aumento sono distinti in ordinazioni e reingressi, quelli in diminuzione in elevazioni a Vescovo, decessi e defezioni.

Per ogni continente è, inoltre, indicato il saldo netto migratorio, il cui totale mondiale è per definizione nullo. Cominciamo con l’analizzare le ordinazioni e i reingressi per poi commentare i flussi a decremento.

Nell’arco temporale 2013-2018 le ordinazioni sono state complessivamente oltre 43 mila, con l’America che ha rappresentato il 28,3% del totale seguita da Africa (25,5%), Asia (25,2%), Europa (20,3%) e da Oceania (appena il restante 0,7%). Quanto ai reingressi, essi continuano a fornire un contributo assai meno rilevante all’innalzamento del numero complessivo dei sacerdoti.

Nel periodo 2014-2018, infatti, il loro numero è stato complessivamente di 1.130 unità, di cui il 90% circa localizzato in Europa e in Asia. Ancora meno incisivo è il fenomeno dei reingressi negli altri tre continenti, sia in termini assoluti (129 unità) che relativi.

Tra i fattori di riduzione della compagine sacerdotale, si osserva che, tra il 2013 e il 2018, il numero dei decessi tra i sacerdoti è stato di 4.000 unità circa inferiore alle ordinazioni, superando nel mondo le 39 mila unità. In Europa, caratterizzata da un corpo sacerdotale nettamente più anziano, i decessi hanno sopravanzato le ordinazioni di quasi 15 mila unità e sono stati 23.365 unità.

Essi sono, tuttavia, compensati dal saldo positivo registrato complessivamente in Asia e, soprattutto, in Africa, dove l’età media della popolazione sacerdotale risulta più contenuta. Quasi in perfetta parità, infine, il bilancio demografico in America.

Si può anche osservare che la mortalità per il complesso dei sacerdoti nel mondo è venuta crescendo nel volgere del tempo. Questa tendenza all’innalzamento della mortalità è comune ai sacerdoti di ogni area geografica di appartenenza.

Purtuttavia il livello della mortalità varia ragguardevolmente nelle diverse aree geografiche, e nel periodo di tempo di osservazione possiamo rilevare come alcune aree (Africa, America Centro Continentale, Asia del Sud Est) presentino dei quozienti di mortalità fra loro molto vicini e comunque più bassi per tutte le aree geografiche qui prese in considerazione.

Il fenomeno delle defezioni, in generale, ha interessato quasi 6 mila sacerdoti nel mondo nel periodo 2014-2018. Quanto alla distribuzione territoriale del dato, oltre l’81% delle defezioni è avvenuto in America e in Europa, mentre le altre aree ne hanno sofferto in maniera piuttosto contenuta.

Assieme alle caratteristiche globali appena messe in luce, si possono evidenziare anche, altri elementi di rilievo: a) le poste migratorie che risultano positive e di qualche rilievo per l’America del Nord e Centro Continentale, per l’Europa e l’Oceania e quelle negative importanti per l’Africa, per l’Asia e per il Sud America; b) la diminuzione dei sacerdoti per elevazione all’episcopato di scarso peso complessivo.