5G, la Gran Bretagna esclude Huawei dalle forniture per la nuova rete

Boris Johnson ha deciso di bandire Huawei dallo sviluppo della rete 5G, ma si è dato ben 7 anni di tempo per rimuovere del tutto la presenza dell’azienda di Pechino

È una decisione attesa, ma che non andrà giù bene a molti nel partito conservatore: perché il governo di Boris Johnson ha sì deciso di bandire i cinesi di Huawei dallo sviluppo della rete 5G britannica, ma si è dato ben sette anni di tempo per rimuovere del tutto la presenza dell’azienda di Pechino, accusata di legami con l’intelligence, dalla rete di telecomunicazioni di Londra.

La data del 2027

Il ministro per il Digitale, la Cultura, i Media e lo Sport, Oliver Dowden, ha annunciato in Parlamento che a partire dal 1° gennaio prossimo sarà proibito acquistare nuova tecnologia 5G da Huawei, ma i cinesi saranno definitivamente rimossi solo entro la fine del 2027. In una lettera spedita a Johnson alla vigilia dell’annuncio, dieci deputati conservatori avevano messo in guardia da «irragionevoli ritardi» e l’ex leader del partito, Sir Iain Duncan Smith, aveva definito il lasso di sette anni «inaccettabile». «Entro le prossime elezioni (che sono previste per la fine del 2024, ndr) – ha detto il ministro Dowden – avremo implementato per legge un cammino irreversibile per la completa rimozione di Huawei dalle nostre reti 5G». Ma sono parole che difficilmente placheranno la fronda interna ai conservatori, dove negli ultimi tempi si è particolarmente rafforzata la lobby dei «falchi» anti-cinesi, che chiedono azioni drastiche. Anche perché il governo non ha neppure fissato un calendario per escludere la presenza di Huawei dal 3G e dal 4G.

Le sanzioni Usa

La decisione britannica arriva sull’onda delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti in maggio contro l’azienda cinese: in un primo momento Johnson era sembrato volersi smarcare dalla posizione di Donald Trump, ma alla fine ha preferito allinearsi a Washington, dopo che anche molti esperti britannici hanno sottolineato i rischi della presenza di un’azienda strettamente legata al regime di Pechino all’interno di una infrastruttura strategica come quella delle telecomunicazioni di ultima generazione. Il bando a Huawei accompagna altre azioni di Londra che indicano un indurimento della posizione verso la Cina: la Gran Bretagna intende infatti schierare in Estremo Oriente la nuova portaerei Queen Elisabeth, con una chiara funzione di deterrenza nei confronti dell’espansionismo territoriale di Pechino. E questo mentre cresce in Gran Bretagna la preoccupazione per la penetrazione economica e culturale cinese, soprattutto in ambito universitario.