“30 minacce al minuto”. L’inferno di Mila a un anno dal suo “insulto” all’Islam

Ha l’età di Greta e non va a scuola, chi la minaccia è protetto dal separatismo islamista contro cui si batte Macron. !”. Costretta un anno fa ad abbandonare la scuola in mezzo a un diluvio di minacce di morte dopo aver insultato l’islam, Mila riceve ancora “trenta messaggi di morte al minuto”. Lo racconta il Figaro. Questa diciassettenne si è nascosta e segue le lezioni da casa, sotto la protezione della polizia. Un anno fa aveva litigato con un utente musulmano durante un live su Instagram: “Il Corano è pieno di odio”, aveva detto Mila, dopo avere ricevuto commenti misogini e omofobi. La polemica è subito diventata virale. 

“Oggi è un anno che sono molestata su internet e che nel mondo reale rischio di morire ogni giorno sgozzata”. Ha chiesto di bere vodka alla faccia di chi la vuole morta. “Dobbiamo festeggiare, cazzo!”. Costretta un anno fa ad abbandonare la scuola in mezzo a un diluvio di minacce di morte dopo aver insultato l’islam, Mila riceve ancora “trenta messaggi di morte al minuto”. Lo racconta il Figaro. Questa diciassettenne si è nascosta e segue le lezioni da casa, sotto la protezione della polizia. Un anno fa aveva litigato con un utente musulmano durante un live su Instagram: “Il Corano è pieno di odio”, aveva detto Mila, dopo avere ricevuto commenti misogini e omofobi. La polemica è subito diventata virale.

E-Enfance, l’associazione che aiuta gli adolescenti vittime di aggressioni online, adesso dice che nessun adolescente è mai stato oggetto di così tante minacce e che il numero di commenti su Mila ha superato quelli sull’ultima Coppa del mondo. Un uomo è stato condannato a tre anni di carcere per avere pubblicato un video in cui mimava a Mila il taglio della gola. Un altro le prometteva di farle fare la fine del professor Samuel Paty. E’ di ieri la notizia che il padre di uno studente ha aggredito un insegnante della scuola Jean-Moulin, nel quartiere di Chemin Bas d’Avignon, a Nîmes.“Quello che abbiamo fatto a Samuel Paty non è niente in confronto a quello che sto per farti”, ha urlato al docente.

Mila è stata anche cacciata dalla scuola militare, dopo che per sbaglio ne aveva fatto il nome in una chat con gli amici. Non potevano più garantirle la sicurezza. Sono state 50 mila le minacce che ha ricevuto in un anno. I parlamentari francesi da ieri si preparano a discutere il disegno di legge di Emmanuel Macron sul “separatismo islamista”. “C’è una ragazza che critica l’islam sui social ed è molestata, non può più  andare a scuola”, ha detto il presidente francese un mese fa. Mila sarà mai in grado di tornare alla vita normale, si domanda il Figaro? “Sarà marchiata a vita” risponde il suo avvocato, Richard Malka. “Puoi immaginare com’è la sua vita, ha diciassette anni e vive come quelli di Charlie Hebdo, bunkerizzata”.

Mila ha l’età di Greta Thunberg. In questo anno ha difeso il proprio diritto a parlare e a esistere. E’ piena di hater, come Greta. Ma a differenza della paladina dell’ambientalismo, Mila non ha scelto di saltare la scuola. L’hanno sbattuta fuori al ritmo di trenta minacce al minuto.

“Una sinistra che pone l’antirazzismo al di sopra di ogni altra cosa ha accettato di trattare i musulmani francesi in modo diverso dagli altri, il che di per sé è una forma di razzismo compassionevole”, ha scritto sul Monde Raphaël Glucksmann, parlamentare europeo. “Si rifiutano di difendere una ragazza come Mila, minacciata di morte per blasfemia”, ha aggiunto Glucksmann. Ospite di “C à Vous”,  la scrittrice e filosofa Elisabeth Badinter si è detta invece scioccata per la mancanza di sostegno a Mila da parte delle femministe. “Lei (Mila, ndr) sarebbe forse meno il simbolo della nostra impotenza se venisse difesa energicamente”, si è rammaricata Badinter, prendendo di mira le femministe che trova “molto silenziose in questa vicenda”.

A differenza di Greta, Mila non ha ricevuto alcun sostegno. Anzi, chi la minaccia di decapitazione è protetto dal grande alibi dell’“inclusione multiculturale” favoleggiata da chi vuole un mondo senza razzismo.