Newsletter di RadioMaria

Newsletter di P. Livio - 06 Marzo 2017 

 

Newsletter di P. Livio - 06 Marzo 2017

Cari amici,

il messaggio della Regina della pace del 2 Marzo è particolarmente accorato. La Madre per ben sei volte ci esorta a pregare perché il mondo sia diverso, perché il mondo cambi e perché il mondo si salvi. Questo potrà avvenire se gli apostoli del suo amore parleranno, con la propria vita, di suo Figlio e Lei a tutti quelli che incontrano, in modo tale che ritornino “la semplicità e la purezza, la fede e la speranza”.


Vostro Padre Livio



Messaggio della Regina della pace a Mirjana - 2 marzo 2017

“Cari figli, con materno amore vengo ad aiutarvi ad avere più amore, il che significa più fede. Vengo ad aiutarvi a vivere con amore le parole di mio Figlio, in modo che il mondo sia diverso. Per questo raduno voi, apostoli del mio amore, attorno a me. Guardatemi col cuore, parlatemi come ad una Madre dei vostri dolori, delle vostre sofferenze, delle vostre gioie. Chiedete che preghi mio Figlio per voi. Mio Figlio è clemente e giusto. Il mio Cuore materno desidererebbe che anche voi foste così. Il mio Cuore materno desidererebbe che voi, apostoli del mio amore, parlaste con la vostra vita di mio Figlio e di me a tutti coloro che sono attorno a voi, in modo che il mondo sia diverso, in modo che ritornino la semplicità e la purezza, in modo che ritornino la fede e la speranza. Perciò, figli miei, pregate,  pregate, pregate col cuore. Pregate con amore, pregate con le buone opere. Pregate perché tutti conoscano mio Figlio, che il mondo cambi, che il mondo si salvi. Vivete con amore le parole di mio Figlio. Non giudicate, ma amatevi gli uni gli altri, affinché il mio Cuore possa trionfare. Vi ringrazio!


 audio del commento al messaggio a cura di P. Livio

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Testo del commento di Padre Livio al messaggio 
della Regina della Pace a Marija di Medjugorje - 25 febbraio

 "Cari figli,
oggi vi invito a vivere profondamente la vostra fede e a pregare l'Altissimo affinché la rafforzi, cosicché i venti e le tempeste non possano spezzarla.
Le radici della vostra fede siano la preghiera e la speranza nella vita eterna.
Già adesso, figlioli, lavorate su voi stessi, in questo tempo di grazia nel quale Dio vi dona la grazia affinché attraverso la rinuncia e la chiamata alla conversione siate uomini dalla fede e dalla speranza limpide e perseveranti.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

  

Questo messaggio è incentrato sulla fede, la Madonna è venuta qui a Medjugorje ed è rimasta così tanto tempo per risvegliare la fede. 
La Madonna è perfettamente consapevole, insieme alla Chiesa, della grande crisi di fede del nostro tempo. Tale crisi è partita dai paesi occidentali, in particolare dall’Europa, ed ha generato una grande apostasia, (ovvero l'abbandono della fede da parte di molti cristiani) che si dilata sempre più; anche se non mancano segni di speranza di tante persone che riscoprono la fede. Anzi è proprio la Madonna stessa che con la Sua presenza aiuta moltissimi a scoprire la fede. 
"Cari figli, oggi vi invito a vivere profondamente la vostra fede e a pregare l'Altissimo affinché la rafforzi, cosicché i venti e le tempeste non possano spezzarla”. La Madonna vede che la nostra fede è fragile, esposta a venti di bufera, venti di dottrine di ogni genere. Bufere che possono essere da una parte le tentazioni, dall’altra le persecuzioni, e chi non si è rafforzato nella fede, rischia di perderla.
La Madonna ci invita a pregare come facevano le persone che chiedevano a Gesù un miracolo, e alla domanda di Gesù: ”credi?”, rispondevano: “credo Signore, ma aumenta la mia fede”. La Madonna vuole che la fede non sia soltanto un “sì, credo in qualche cosa”, vuole che si creda col cuore! 

La Madonna stessa a Medjugorje ha detto che il "Credo" è la preghiera da Lei più amata e questo è un modo per farci capire quanto sia importante che la nostra professione di fede, il Credo, sia fatta con il cuore. 
Vuole che questa fede sia vissuta, che quello che crediamo lo viviamo. 
Se noi crediamo in Dio, dobbiamo vivere in amicizia con Dio, dobbiamo vivere seguendo l'esempio di Gesù Cristo, anche portando la croce.
Quando la nostra fede è radicata in Gesù Cristo - tanto che con Lui abbiamo stretto un'amicizia profonda - le tempeste, le persecuzioni, le tentazioni, le disgrazie e i venti delle false dottrine non possono spezzarla. 
Se invece la fede non è forte, basta poco, basta una prova.. ad esempio muore una persona e si sente dire: “non credo più in Dio”. 
La fede messa alla prova mostra se è radicata o meno. Come fare a radicare la fede? 
“Le radici della vostra fede siano la preghiera e la speranza nella vita eterna”, ci dice la Madonna. Perché la preghiera? Perché se la fede è una lampada, la preghiera è l'olio della lampada. 
Nella preghiera entriamo in contatto con Dio, con la Santissima Trinità,  con Gesù che è l'accesso che ci porta al Padre, con Maria, con gli Angeli, con i Santi. Con la preghiera entriamo nel mondo soprannaturale, Dio viene ad abitare nel nostro cuore. 
Mediante la preghiera coltiviamo un'amicizia, un affiatamento che poi ci aiuta a superare i momenti difficili. 
Attraverso la preghiera, noi alimentiamo non solo la fede, ma anche la speranza: “la speranza nella vita eterna”.  

La Madonna quasi ogni volta nei suoi messaggi ci ricorda la vita eterna. Perché? 
Perché attraverso la fede noi vediamo la vita come un pellegrinaggio e in questo pellegrinaggio alziamo gli occhi verso la meta che è il Cielo, dove non c'è più sofferenza, dove non c'è più morte, dove Dio asciuga le lacrime dai nostri occhi, dove c'è a beatitudine, gioia, per cui anche noi, come San Francesco, possiamo dire: ”tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto”.
La preghiera e la speranza della vita eterna ci aiutano a superare i momenti difficili della fede.  

La seconda parte del messaggio, è connessa alla prima, perché l’obiettivo è quello di essere uomini di fede e di speranza limpidi e perseveranti.
“Già adesso, figlioli, lavorate su voi stessi, in questo tempo di grazia”, ed è chiaro il riferimento della Madonna al fatto che stiamo entrando nel tempo di grazia della Quaresima. 

In questo tempo di grazia siamo chiamati a continuare nel cammino di conversione, a procedere più speditamente su questa strada, o a convertirci, se siamo sulla via sbagliata, sulla via del male, sulla via spaziosa che sembra allettante, ma che porta alla rovina, a fare la curva ad “U” ed entrare sulla via della salvezza. 

“Dio vi dona la grazia affinché attraverso la rinuncia e la chiamata alla conversione siate uomini dalla fede e dalla speranza limpide e perseveranti”. 
Il tempo della Quaresima è tempo di preghiera, di conversione e di rinuncia. La parola rinuncia è già stata spiegata tante volte dalla Madonna. Le rinunce sono tante e la Madonna ha proposto il digiuno a pane e acqua il mercoledì e il venerdì, certamente molto rigoroso di quello più blando proposto dalla Chiesa.
La Madonna ha anche detto che possiamo rinunciare a tante altre cose: alla televisione, all’effimero, a tanti piccoli vizi come l’alcool, il fumo. La Madonna ha detto che ognuno di noi sa a cosa deve rinunciare.
Attraverso la rinuncia si sviluppa in noi un distacco dall’effimero e spalanca in noi la fame di Dio, la fame di Eternità, il desiderio di Dio.
Ogni piccola rinuncia fatta col cuore porta a quella che è la rinuncia delle rinunce cioè la rinuncia al peccato, la rinuncia a satana e quindi la decisione di camminare sulla via della salvezza. 

In Quaresima dobbiamo intensificare la preghiera, fortificare la fede attraverso le rinunce in modo tale da essere “uomini dalla fede e dalla speranza limpide e perseveranti”. 
Cosa significa limpide? La fede è fede, non si può selezionare la fede sulla mia misura “la fede fai da te”, noi dobbiamo entrare nella misura di Dio, non fare entrare Dio nella misura della nostra finitezza. “La fede fai da te” è una grande tentazione! Non possiamo rinchiudere Dio nella nostra mediocrità rendendo la fede a nostra misura. Dio ci chiama a superare la nostra mediocrità. 
La fede limpida è la fede senza sconti, senza compromessi, come ideale verso il quale siamo in cammino. Lo sappiamo che non c’è mai identità tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere, però dobbiamo essere in cammino. Se Dio ci vede in cammino ci dà la grazia, ci aiuta.

E poi perseveranti, se uno non persevera non arriva da nessuna parte.
Quindi riprendere ogni giorno il cammino della santità, la via della salvezza... ogni giorno faccio le mie scelte vivendo per Dio, perseverante nella preghiera quotidiana, perseverante nelle mie rinunce quotidiane.

Non è che inizio la Quaresima con il programma di rinunce il Mercoledì delle Ceneri e alla prima Domenica di Quaresima mi sono già stufato.
Se costruiamo una casa per metà e poi la lasciamo lì incompleta per anni, andrà in rovina e questo molte volte è vero come per il nostro edificio spirituale. 

Perseveranza: Gesù nel deserto ha pregato e digiunato per 40 giorni e 40 notti, ed ha così potuto respingere le seduzioni del maligno.

Quindi la Madonna ci lascia il programma della Quaresima: intensificare la preghiera, fare una serie di rinunce e nel medesimo tempo mettere a fuoco il nostro cammino di conversione.   

  

IL COMPLOTTO IMMAGINARIO
(tratto da "Medjogorje: Il Cielo sulla terra" – di P. Livio Sugarco edizioni)


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“Paura e sfiducia verso i ragazzi” (28 Gennaio 1987). 
Questo è l’accorato rimprovero della “Gospa” riguardo a quei primi giorni delle apparizioni, anche se poi una maggioranza ha incominciato a credere e a mettere in pratica i messaggi. Fra coloro che non credevano e si mostravano preoccupati per come la piega che avevano preso gli avvenimenti c’era il parroco di allora, Padre Jozo. Nel momento in cui era scoccata la scintilla che avrebbe incendiato il mondo era assente. Forse la Madonna aveva disposto così per poter agire indisturbata in quei primi giorni cruciali. Sappiamo quanti problemi il clero abbia creato alla Madre di Dio  in occasione delle sue apparizioni. A volte si è trattato di vere e proprie persecuzioni portate avanti con uno zelo che andrebbe impiegato per ben altri scopi. Chi conosce la storia delle apparizioni mariane sa che non pochi veggenti sono diventati dei piccoli martiri a causa della incredulità di coloro che sono “i figli prediletti” della Madonna. A Medjugorje non è andata diversamente, soprattutto a causa dell’atteggiamento del Vescovo locale. Avrebbe però potuto andare peggio se la Madonna non fosse intervenuta per scuotere la diffidenza del parroco, tutt’altro che disposto a credere a quello strano fenomeno. Padre Jozo infatti temeva che  si trattasse di qualche stratagemma del regime comunista per poter avanzare delle accuse contro la Chiesa. Inoltre i ragazzi che affermavano di vedere la Madonna non erano fra quelli più assidui in parrocchia. Mirjana, quella ragazza che veniva da Sarajevo, poteva aver portato con sé della droga e aver così provocato allucinazioni di gruppo.  Si tratta di vere e proprie farneticazioni, dietro le quali si nasconde l’incredulità del cuore. La Madonna ne è profondamente addolorata e in più occasioni ci ha maternamente ammonito. “Enorme è il numero di coloro che non vogliono né sentire né accettare il mio invito” ( 25 Agosto 2011). La cecità e la sordità dei cuori sono spine che trafiggono il cuore della Madre.
A distanza di oltre tre decenni, quando parlo con alcuni dei veggenti del loro primo impatto col Padre Jozo constato, con una certa sorpresa, che è rimasto ancora un po’ di amaro in bocca. Né prima né dopo i veggenti hanno subito un interrogatorio così stressante. L’incontro con la Commissione internazionale istituita dalla S. Sede in Vaticano è stato al confronto una piacevole passeggiata. Non tutti i mali però vengono per nuocere. La chiusura iniziale di Fra Jozo è stato per me un argomento decisivo da opporre al vescovo, il quale, in occasione di una mia visita, cercava di convincermi che le apparizioni erano una invenzione messa in piedi dai frati francescani. Il 28 Giugno, quinto giorno delle apparizioni, era domenica. I veggenti hanno dormito un po’ di più, poi si sono vestiti a festa e sono andati a messa. Intanto la gente approfittava del giorno di riposo per affluire anche dai paesi più lontani. Alla fine della giornata si calcoleranno almeno quindicimila persone. “Dalla chiesa fra Jozo ci ha condotti nella canonica e ci ha minuziosamente interrogati ad uno ad uno. Ne avevamo fin sopra i capelli…Ci ha domandato tante cose. Tutto quello che gli è passato per la mente” (Vicka). Come si vede gli uomini di chiesa sono più puntigliosi delle autorità civili nell’interrogatorio dei veggenti. Bernadette, che tremava al solo pensiero di parlare col suo parroco, la vediamo autorevole e decisa dinanzi al commissario di polizia. Gli oppositori più arcigni delle apparizioni mariane sono sempre all’interno della Chiesa. Non sempre però è stato così. Nei secoli passati, c’era più apertura alle manifestazioni del soprannaturale, senza venire meno alla necessaria prudenza.
Fa sorridere notare come la tendenza a immaginare complotti abbia, in quei primi tempi, preso il sopravvento su una valutazione razionale dei fenomeni. Il parroco immaginava un complotto tendente a screditare la parrocchia e in particolare la sua persona, in quanto era già un sorvegliato speciale del regime comunista. Le autorità civili temevano un complotto da parte dei cattolici croati, che mal sopportavano la dittatura di Tito. Il Vescovo a sua volta, dopo l’apertura iniziale, ipotizzava un complotto da parte dei frati francescani, accusati di strumentalizzare le apparizioni nella disputa in atto da tempo per la transizione di parrocchie al clero locale. Che alla Chiesa tocchi l’onere del discernimento è fuori discussione. Come pure che la valutazione debba essere fatta con serietà e rigore. Sappiamo ad esempio come a Lourdes siano prolificati nel giro di pochi mesi decine di altri pseudo veggenti. Le apparizioni false, che sono innumerevoli, finiscono per danneggiare quelle autentiche. Il vero problema è il discernimento per il quale sono necessarie persone preparate, aliene dai facili entusiasmi, come dalle chiusure pregiudiziali. E’ un fatto però che la Madonna, in apparizioni che poi la Chiesa ha approvato, si sia lamentata dell’incredulità e persino dell’ostilità  nei suoi confronti. 
Non è certo un caso che in quel quinto giorno la “ Gospa” abbia più volte ammonito di avere più fede, non solo nelle verità rivelate, ma anche nella sua presenza. I veggenti, ancora sotto shock per l’interrogatorio del parroco, non vedono l’ora che arrivi il momento dell’apparizione. Già a mezzogiorno la montagna brulica di gente: “Chi pregava, chi indagava per avere notizie. Qualcuno cercava il posto più adatto per osservare. Tanti non sapevano neppure quando saremmo andati noi…Quando salimmo lassù, abbiamo fatto fatica a passare e, se nostri uomini non ci avessero fatto strada, non saremmo neppure arrivati” ( Vicka). Anche oggi, a tanti anni di distanza, a Medjugorje o in qualsiasi altra parte del mondo, si ripete l’impressionante spettacolo della folla che accorre all’apparizione della Regina della pace. Le bolle prima o poi  scoppiano, le meraviglie di Dio non cessano di incantare. La “Gospa”, alla domanda che cosa desideri da tutta quella gente, risponde: “Che la gente preghi e creda fermamente”. I veggenti vorrebbero che si manifestasse a tutti in chiesa, ma Lei risponde: “ Beati coloro che, senza aver visto, credono”. Il tema della fede attraversa il lungo arco di tempo delle apparizioni. La Madonna sapeva bene a quale crisi la Chiesa e il mondo stavano andando incontro.
Di quel quinto giorno Fra J. Bubalo ha pubblicato una registrazione, fatta da una persona presente,  che riproduce al vivo ciò che era possibile sentire da chi era vicino ai veggenti. Si ode chiaramente la voce di Vicka che pone le domande e ovviamente non si sente quella della Madonna. Tuttavia la veggente ripete ciò che la Madonna risponde, in modo tale che la gente possa sentire. Intercettare la voce della Santa Vergine è impossibile. Invano la polizia segreta avrebbe sistemato delle cimici in una stanza della canonica, quando le apparizioni avvenivano in quel luogo. La Madonna ha fatto cambiare stanza, come a dimostrare che le nostre pretese e le nostre furbizie non la sfiorano. Tuttavia la registrazione è suggestiva e ci porta nel vivo dell’evento: “Il vento soffia, i cespugli si muovono. Ecco, i sei ragazzi si alzano. Pregano: Ave Maria…Madonna mia che cosa desideri da noi? ( La voce che si sente in tutte le domande è sempre quella di Vicka). Madonna mia, che cosa desideri dai nostri sacerdoti? (Questa domanda è ripetuto tre volte). Ha risposto: devono credere fermamente -  Madonna mia, perché non appari in chiesa, così tutti ti potrebbero vedere? Beati coloro che senza aver visto credono – Madonna mia, verrai ancora?  Sì, allo stesso posto – Madonna mia, preferisci che cantiamo o preghiamo? Dice: tutte e due le cose – Madonna mia, che cosa desideri da questa gente qui raccolta? – Se ne è andata!....Pregheremo ancora…Non ci ha detto niente – Vicka si fa il segno della croce e prega, tutti pregano: Pater, Ave, Gloria, per due volte. La Madonna ritorna ancora e i veggenti, ad una voce: “Eccola! – Si canta: O Maria, o Maria; e ancora altri canti – Ci dice che siamo suoi angeli. Cari angeli, ci dice così – Madonna mia, che cosa desideri da questa gente qui? (Per tre volte) – Ha risposto che questa gente che non la vede creda come noi sei che la vediamo – Madonna mia, ci lasci qualche segno qui in terra  per convincere questa gente che noi non siamo bugiardi, che non diciamo bugie e che non scherziamo con te? – La Madonna scompare. Verrà ancora? Sì….”. In quei primi giorni la Madonna spesso scompariva e riappariva. Solo quando salutava, l’apparizione aveva termine.
“Noi veggenti eravamo come in paradiso”, conclude Vicka, che in quel giorno aveva svolto un ruolo particolarmente attivo. Non era così per  Fra Jozo, che si crogiolava nei suoi dubbi. Si rendeva conto che la situazione era potenzialmente esplosiva. Se la Madonna appariva veramente, e ciò avveniva in un paese collocato nel perimetro della cortina di ferro, qualcosa di straordinario stava per accadere. La Madonna aveva già in mente di coinvolgere la parrocchia nel suo mirabile piano di rinnovamento della Chiesa. 
  

   


   


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