Newsletter 16 Aprile 2015 

 

Cari amici,

Il Santo Padre nella Bolla “Vultus Misericordiae” (Il Volto della Misericordia), con la quale ha indetto il Giubileo, ha voluto indicare i punti fondamentali di un cammino di conversione.

“La misericordia è l’architrave che sorregge la vita della Chiesa…
E’ la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre, nonostante il limite del nostro peccato”.

"L’apertura della Porta Santa della Basilica Vaticana avverrà l’8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione ed in coincidenza con il 50.mo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, evento che – scrive il Papa - ha abbattuto 'le muraglie' che per troppo tempo avevano richiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata", portandola ad "annunciare il Vangelo in modo nuovo".  Ma Papa Francesco ha stabilito che anche in ogni Chiesa particolare e nei Santuari si apra, per tutto l’Anno Santo, un’uguale Porta della Misericordia, affinché il Giubileo possa essere celebrato anche a livello locale, "quale segno di comunione di tutta la Chiesa".

Un punto fondamentale  riguarda la remissione dei peccati: il Papa auspica che "i confessori siano un vero segno della misericordia del Padre", capaci di accogliere i fedeli "come il padre della parabola del figliol prodigo", colui che "corre incontro al figlio, nonostante abbia dissipato i suoi beni".

I confessori, dunque, "non porranno domande impertinenti" perché "sapranno cogliere nel cuore di ogni penitente l’invocazione di aiuto e la richiesta di perdono", chiamati ad essere "sempre, dovunque, in ogni situazione e nonostante tutto, il segno del primato della misericordia".

"La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole… Forse per tanto tempo abbiamo dimenticato di indicare e di vivere la via della misericordia.  
Pertanto, dove la Chiesa è presente, là deve essere evidente la misericordia del Padre. Dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un’oasi di misericordia".
Il Papa esorta a compiere con gioia le opere di misericordia corporale e spirituale, per "risvegliare le nostre coscienze assopite davanti al dramma della povertà" e annunciando la liberazione ai prigionieri delle moderne schiavitù.

Francesco invita anche ad incrementare, nelle diocesi, l’iniziativa di preghiera e penitenza "24 ore per il Signore", già celebrata nel venerdì e sabato della IV settimana di Quaresima, perché tante persone, soprattutto giovani, si stanno riavvicinando al sacramento della Riconciliazione, riscoprendo il senso della vita.
Il Pontefice si sofferma, poi, sull’indulgenza, elemento caratteristico del Giubileo: essa dimostra che "il perdono di Dio per i nostri peccati non conosce confini", perché l’indulgenza permette la cancellazione non solo del peccato commesso, ma anche di ogni sua conseguenza negativa sui comportamenti e sui pensieri dell’uomo. In questo senso, spiega il Papa, chi ottiene l’indulgenza, viene "abilitato ad agire con carità, a crescere nell’amore, piuttosto che a ricadere nel peccato stesso". 

Vostro P. Livio

   

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